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IL TARTUFO

Marco Cappelli

Il libro è frutto di alcuni anni di ricerca nel mondo dei tartufi commestibili italiani e nel mondo dei porcini. Il capitolo sui tartufi con le relative foto (circa 300) è suddiviso in cinque sezioni: I) dalla raccolta all'osservazione delle spore e del micelio; II) il rapporto di simbiosi con le piante; III) indagine sul mistero della formazione del corpo fruttifero; IV) la formazione degli aschi; V) la formazione delle ascospore. Nella terza sezione sono riportate le immagini e lo studio di alcuni primordi di T. uncinatum e di T. melanosporum. Si tratta di embrioni di ascomi delle dimensioni di poche decine di micron, osservati e fotografati, durante il loro sviluppo, all'interno di particolari culture di micelio. Nella quarta sezione viene documentata la formazione degli ascogoni e delle relative ife ascogene all'interno del corpo fruttifero.
In appendice vengono trattati i porcini (circa 100 foto) con approfondimenti sulle spore, sul micelio, sulle micorrize e sulla formazione del corpo fruttifero. E'stata inoltre realizzata una scheda comparativa (illustrata) delle specie principali dei funghi del genere Boletus che vengono raggruppati per Sezione sia nei disegni sia nelle foto.
Alcuni schemi e ricostruzioni grafiche illustrano le strutture e gli eventi più complessi.


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Dettagli

Libro: Colore
Formato: 21 x 29,7 (A4)
Copertina: Morbida
Pagine: 171
Categoria: Manuali e Guide
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6581-300-3

Biografia

foto autore MARCO CAPPELLI
Marco Cappelli nasce a Marradi in provincia di Firenze in data 02/11/1953. Architetto, appassionato di micologia, è iscritto al Gruppo Micologico Fiorentino P.A. Micheli. Svolge, nel tempo libero, attività di tartuficoltore ed è produttore in proprio di piantine micorrizate. Esercita la ricerca e la raccolta dei tartufi e di altri funghi nel territorio di Marradi (FI) e dei comuni limitrofi.

Stralci

3 Stralci

FORMAZIONE DEL TARTUFO; le prime foto della formazione degli ascogoni all`interno dell`ascoma e della formazione dei primordi (da pag 59 a pag 112).

E’ proprio durante l’osservazione della gleba di questi esemplari, non ancora maturi, che ho scattato, all’interno del corpo fruttifero, le foto dell’accoppiamento tra l’ifa maschile (anteridio) e l’ifa femminile (ascogonio). Nella foto di pag. 97 si può anche osservare la contemporanea estroflessione delle ife a dicarion (binucleate) che vanno a formare il micelio secondario. Quanto sopra concorda con i più recenti studi molecolari che, contrariamente a quanto ipotizzato nel recente passato, hanno dimostrato che il micelio primario è in grado di contrarre simbiosi micorrizica con le radici delle piante. E’ quindi il micelio primario che si stacca dalle radici micorrizate a dare origine, in condizioni favorevoli, al processo di formazione del tartufo. Nelle mie sperimentazioni ho realizzato le condizioni necessarie per lo sviluppo di alcuni embrioni di tartufo ed ho potuto effettuare l’osservazione diretta della formazione dei primordi. Questo processo inizia con la formazione di grovigli di ife fortemente pigmentate. All’interno di questi si verifica l’accoppiamento tra le ife di sesso diverso e l’estroflessione del micelio secondario da parte degli ascogoni. Le ife del micelio secondario, anche queste all’inizio molto scure, avvolgono gli ascogoni che le hanno generate formando dei primordi sferoidali (T. melanosporum) del diametro di qualche decina di micron. L’accoppiamento tra le ife del micelio primario prosegue all’interno dei primordi fino al completo sviluppo dei corpi fruttiferi. Le prime ife binucleate che vengono prodotte formano il peridio. Poi gli ascogoni sviluppano ife ascogene chiare e trasparenti che, nelle strutture terminali ad uncino, generano gli aschi al cui interno si formano le spore. Con la maturazione degli aschi e delle spore il tartufo comincia ad emanare il suo profumo caratteristico.

(Rif. Pagina 7)

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