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Rosso

Barbara Goti

Che cosa prova un serial killer? Paura? Rimorso? Orgoglio? Indifferenza?
Marco Magri ha ucciso 17 uomini.
In queste pagine si racconta, alternando lucidamente pensieri irriverenti e ricordi feroci.
Conduce un'esistenza apparente comune: ha una casa, un lavoro, una gatta, una vita sessuale variegata ed appagante. Ha però anche un passato, ancora troppo recente e vivido, per essere dimenticato. E soprattutto, ha il marchio, l'inconfondibile marchio del male che impone ogni scelta.


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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 172
Categoria: Narrativa
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-055-0

Biografia

foto autore Barbara Goti
Barbara Goti è nata a Livorno nel 1962. Per oltre quindici anni ha lavorato in Radio Flash, radio leader della sua città, in qualità di copy writer e speaker, e ha scritto testi per alcuni cantanti emergenti. Nel 2009 ha spedito un suo breve racconto al Premio Massimo Troisi. Non ha vinto. Uno dei giurati, però, colpito dalla sua scrittura serrata e piena di ritmo, l'ha contattata. Il giurato in questione è Aldo Putignano, il direttore editoriale di Boopen LED: da qui l'uscita del suo primo romanzo, "La colpa di vivere". Nel 2011 ha pubblicato "Rosso - Il marchio del male".

Le sue opere pubblicate:

Stralci

2 Stralci

INCIPIT

Un sibilo penetrante e fastidioso squarciò il silenzio. Il braccio di Marco, come un rapace proiettato sulla preda, fuoriuscì dalle coperte e con mossa sicura, quasi automatica, si diresse verso la sveglia che continuava ad emettere, ossessiva, il suo suono irritante. L’uomo, con gesto sicuro, la zittì di colpo. Il rumore impercettibile di una pioggia insistente riempì la camera. Lui ancora immobile, supino sotto le coperte, con quel braccio ormai penzoloni a fianco del letto, si compiacque di quel suono. Gli piaceva. Doveva essere una pioggia fitta, incalzante, noiosa. Si voltò facendo sprofondare la testa nel cuscino con una sorta di sensualità. Congiunse le mani dietro il capo e lentamente aprì gli occhi. Cominciò a fissare il soffitto sorridendo sornione. Doveva essere una di quelle giornate cupe, grigie, che lo incantavano. Giornate nelle quali issandosi bene sulle punte dei piedi e alzando un braccio il più possibile, sembra di poter bucare il cielo. Chiuse di nuovo gli occhi. Per strada stava passando un’auto. Il rumore era inconfondibile, ovattato sull’asfalto bagnato. Marco amava i suoni soffusi. Probabilmente stava piovendo da un po’. Il volto gli si contrasse impercettibilmente. Chissà se avevano trovato il corpo.

(Rif. Pagina 7)

Recensioni

12 Commenti presenti. Media voto 5/5

Angela Botta 06/01/2013

Penetrare il male non ci rende immuni ad esso, così come agire per il bene non ci rende immacolati. Trattare gli opposti insiti nella nostra mente, ed esserne coscienti con questa profondità e bellezza di scrittura, fatta di parole limpide, terse come un diamante è una caratteristica rara e sempre presente nella scrittura di Barbara Goti. “Rosso il Marchio del Male”, ha qualcosa che lo avvicina a un classico della letteratura, forse la sensibilità con cui si accosta a temi delicatissimi e il senso del tempo e della contemporaneità dell’anima che per quanto viva il suo presente, annulla il tempo stesso e ci immerge nella bellezza e nell’orrore ogni istante, attraversando sempre in un viaggio istantaneo e puro il nostro sentire e quello del mondo che abbiamo toccato. Le nostre azioni sono la realtà tangibile di un essere umano, l’unica parte visibile, ma il segreto, il dolore, la rabbia, l’orrore che si annida in esse, è mistero irrisolto, a cui forse solo l’arte tenta disperatamente di avvicinarsi e districare i processi attraverso l’opera. In questo libro Barbara Goti ci fa entrare nella mente di un assassino. Qualunque atto egli abbia commesso, in ogni caso è stato ed è, anche un bambino, un uomo, e la narrazione fatta su più piani temporali ci rende partecipi di qualcosa che lo segnerà per sempre. Tutto torna in ogni avvenimento fortuito, tutto ha una logica circolare e spietata, una genetica del “destino” la cui logica ci sfuggirà sempre, e ci rende fragili di fronte alle nostre scelte, o al caso imponderabile. Il protagonista di questo libro e il libro stesso, sono specchio di questa verità, in tutte le sue sfumature, e noi lettori siamo trascinati dentro e tra le righe dalla scrittrice, in una bellezza narrativa innegabile, attenta e profonda nella sua forza e capacità di analisi.

Voto: 5/5