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RIFORMA PROTESTANTE E CONTRORIFORMA TRA STATO, ECONOMIA E SOCIETA`.

FERDINANDO DI DATO

Il Cinquecento è stato un momento storico in cui gli uomini occidentali hanno ucciso – ed erano pronti per farsi uccidere – per la loro fede religiosa. Comunemente questa “tappa” della storia è denominata dalla storiografia età della Riforma e della Controriforma. Questo difficile momento, costellato da guerre, persecuzioni e varie controversie, pertanto, sconvolse profondamente l’Europa di quel tempo, lasciando nella coscienza europea tracce incancellabili, che sono riscontrabili ancora oggi nella mentalità, nell’economia e nella politica dei paesi che abbracciarono tali credi. Queste tracce incancellabili sono riscontrabili negli elementi di novità che costituiscono questa età sono il laicismo degli intellettuali, l’affermazione dell’individuo e dei diritti universali; la consapevolezza di appartenere ad un’epoca nuova, come si può vedere in intellettuali come Machiavelli; la maturazione di un nuovo sistema di valori, mediati in gran parte dall’età classica, evidenti in tutte le manifestazioni artistiche; nuovi sistemi economici determinati dalle nuove conoscenze geografiche con la scoperta rivoluzionaria dei “Nuovi continenti”, creando la cosiddetta “economia-mondo”, e l’affermazione dell’economia di mercato su quella corporativa; infine, ed è quello che più interessa al nostro discorso, il rinnovamento religioso, promosso da Bernardino Ochino e, soprattutto, da Lutero, che spezzerà l’unità religiosa europea, fin allora dominata dal clero romano, e determinerà la nascita di nuove chiese, che si consolideranno solo dopo le guerre di religione, facendo nascere nell’animo degli europei i principi che sono alla base della nostra vita quotidiana, quali la libertà, la tolleranza, la convivenza confessionale, la secolarizzazione dello Stato e della società. Di Dato Ferdinando (Napoli, 1965), laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è docente di ruolo di Filosofia e Storia nel Liceo scientifico “C. Colombo” di Marigliano. Si occupa di storia socio-economica del Mezzogiorno d’Italia tra Otto e Novecento. Ha pubblicato articoli su varie riviste ed è autore di varie ricerche: “Potere, politica, economia e cultura nel Mezzogiorno d’Italia tra Ottocento e Novecento. Saggio e ricerche”, Napoli, 2011; “La Dogana della Mena delle pecore di Foggia tra agricoltura e pastorizia”, Napoli 2011; “Napoli, Pasquale Turiello e “La Rassegna Agraria, Industriale, Commer¬ciale, Politica” di Eduardo Capuano (1892-1910)”, Napoli 2011; “Credito e mercato della terra in un paese dell’Alta Irpinia: Vallata 1860- 1880. Terra e denaro”, Napoli 2012; “Lettere di Eduardo Capuano e di Pasquale Turiello al ministro Luigi Luzzatti” (1896-1909). Con saggio introduttivo, Napoli 2014

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 211
Categoria: Storia e Biografie
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-841-9

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