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Piscinola, la terra del Salvatore

SALVATORE FIORETTO

Conoscere ciò che esiste è base fondamentale di ogni progresso...! Il libro "Piscinola, la Terra del Salvatore", attraverso un ideale viaggio nel tempo, negli avvenimenti storici, nel folclore, nelle tradizioni e nelle vicende umane di personaggi appartenenti ad un piccolo mondo antico, ormai del tutto scomparso, rende finalmente il giusto tributo antropologico ad un quartiere di Napoli, quello di Piscinola, che si è distinto in ogni epoca, nella storia e nella cultura della città di Napoli.

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 21 x 29,7 (A4)
Copertina: Morbida
Pagine: 366
Categoria: Storia e Biografie
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6581-125-2

Biografia

foto autore SALVATORE FIORETTO
Salvatore Fioretto è nato a Napoli nel 1964. E' appassionato di folclore e di tradizioni popolari, in particolare di Napoli e del suo circondario. Da diversi anni conduce indagini e ricerche volte alla riscoperta di tracce documentarie e antropologiche di un passato ricco di cultura e di fascino, tutto ancora da rivalorizzare. Ha collaborato alla realizzazione di diversi "eventi" e mostre, sia sulla storia del quartiere di Piscinola e sia sulle vicende storiche della ferrovia "Napoli - Piedimonte D'Alife".

Le sue opere pubblicate:

Stralci

5 Stralci

Piscinola, un equilibrio tra acqua e terra!

Piscinola esiste da duemila anni e forse anche di più...! Nel DNA della sua gente c’è stato sempre un comune denominatore che l’ha resa unita e unica dei secoli:… la terra! E come la terra è stata sempre generosa verso l’uomo, offrendo ubertose coltivazioni, frutta prelibata e abbondante, la gente di questo posto, riconoscente, l’ha portata sempre nel cuore, amandola come madre, come figlia e come sposa...! Alberi di pioppi, di uva, di noci, di pesche, di mele di pere, ma anche rape, fave, fagioli, grano, canapa, orzo... formavano in ogni stagione un ricamo di vari colori, che uniti tutti come su un’unica tavolozza, rendevano bella e incantevole la terra all’occhio del visitatore. Molti forestieri che tra il Seicento e l’Ottocento visitavano il Regno di Napoli, rimanevano stupiti quando giungevano in questo posto, osservando questo paesaggio, così bello, semplice e incantato… E ne abbiamo avute di attestazioni e di testimonianze storiche di questi viaggi, da parte di chi ha potuto visitare ed ammirare tutta questa bellezza della natura! Il culto della terra è stato così viscerale che mai nessuno degli abitanti ha osato profanare nei secoli la campagna. Ogni volta che si doveva costruire una casa o un edificio qualunque, si cercava di occupare solo lo spazio necessario, sacrificando a malincuore solo pochi alberi o coltivazioni. Era così profondo questo rapporto con la campagna, diremmo quasi spirituale, che gli antichi piscinolesi usavano chiamarla rispettosamente “Terra Santa” e ogni volta che si doveva iniziare un’attività nei campi, come il raccolto, la semina o l’aratura, facevano devotamente il segno della croce e dicevano tutti insieme “In nome di Dio” (”‘a ‘nnomme è Ddio!”). L’acqua e la terra, quindi, sono stati gli elementi portanti delle vicende storiche di questo piccolo e antico borgo di periferia, posto a nord della città di Napoli.

(Rif. Pagina 31)

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