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IN MOZAMBICO

antonio ulzega

Dice padre Silvano: “…ma chi si è preso la briga di andare a vedere da vicino come vivono gli africani nella propria terra? Chi si è disturbato di calcolare quanto noi, paesi ricchi, dovremmo restituire a paesi come l’Africa? Chi si è permesso per anni di prendere in giro i poveri con la storia della Cooperazione? E ora?….” Mozambico, Provincia di Nampula, Missione di Manahaca, ottobre 2009

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Dettagli

Libro: Colore
Formato: 21 x 29,7 (A4)
Copertina: Morbida
Pagine: 121
Categoria: Fotografia ed Arte
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-896-9

Biografia

foto autore ANTONIO ULZEGA
Professore Ordinario di Geomorfologia nelle Università di Palermo e di Cagliari, ha condotto ricerche scientifiche nei campi della geomorfologia dei fondi marini delle piattaforme continentali nei mari della Sardegna, nel Mediterraneo e negli Oceani e di aree costiere in varie regioni a climi differenti: Canada, California, Messico, Argentina, Cile, Indonesia, Thailandia, Nuova Zelanda, Africa. Come componente di una Commissione UNESCO ha studiato le variazioni del livello del mare negli ultimi 10.000 anni, con particolare riguardo all’evoluzione delle spiagge. Nel 2000-2001 è stato il primo Direttore del Parco Marino Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna. Particolare attenzione ha rivolto agli ambienti desertici e sub-desertici degli USA, della Baja California e Sonora in Messico, di Atacama e del Tamarugal in Cile, dell’Australia occidentale, del Marocco, dell’Etiopia, del Senegal e del Tchad. Esperienze di studio hanno interessato gli ambienti periglaciali della Patagonia cilena e delle regioni andine peruviane, boliviane e cilene. La macchina fotografica è sempre stata lo strumento base per la documentazione delle ricerche di campo.

Stralci

1 Stralci

Difficile raccontare l`Africa

Si può dipingere un fotogramma con i suoi paesaggi maestosi, sconvolgenti per noi europei, con le nostre piccole distanze e impreparati allo spettacolo di una natura che domina e scolpisce, non lasciando spazio all`uomo. Alla fine ci ritroviamo a sfogliare le pagine del suo "diario", nelle cui pagine si racconta del villaggio, delle spiagge con i pescatori e le loro reti, delle vele dei dhow, che si gonfiano di una luce tanto intensa che da sola potrebbe far star male, di quel male chiamato Africa.

(Rif. Pagina 5)

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