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Moreta S.

Maria Emma e Giulio Allamandri

La cagnolina Moreta, colpita dall’amorevole delicatezza con cui viene trattata da due coniugi anziani, si affeziona loro e finisce per adottarli. Con loro vive una vita varia, punteggiata da vicende narrate con brio e raccontate da due punti di vista diversi, rispettivamente da quello della bestiola stessa, come se scrivesse di suo pugno, e da quello del padrone.
L’amicizia con il gatto di casa rende più accettabile alla cucciola la vita in appartamento, ma causa ai proprietari non pochi inconvenienti.
Durante i quattro anni di convivenza con la famiglia adottata diviene l’inseparabile compagna di viaggi, di passeggiate e di imprevisti, finchè, un giorno


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Dettagli

Libro: Colore
Formato: 17,5 x 24,75
Copertina: Morbida
Pagine: 80
Categoria: Animali
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-012-3

Biografia

foto autore MARIA EMMA ALLAMANDRI
Padre e figlia, di 86 e 48 anni, per la prima volta si cimentano insieme in un'opera che racconta vicende di vita vissuta.
Giulio, professore di Lettere Classiche e Filosofia, nato a Cascina (Pisa), ha al suo attivo diverse opere di notevole successo:
Commedie, Raccolte di Poesie, Racconti e Romanzi comici sia in lingua italiana che in vernacolo pisano.
È considerato un innovatore per i temi prescelti ed inusuali nel campo dialettale.
Collabora a Pisa ad una rivista specializzata.
La sua opera principale è il rifacimento, con testo latino a fronte, della commedia di Tito Maccio Plauto "Aulularia", intitolata "Er paiolo".

Maria Emma, laureata in Lettere e Filosofia, diplomata in Fisioterapia, nata a Pisa, appassionata di fotografia, lo accompagna nella rivisitazione di una vicenda che ha segnato in maniera indelebile le loro vite.

Le sue opere pubblicate:

Stralci

3 Stralci

-INVERNO IN CITTÀ-

Una mattina, quando mi svegliai, la casa era invasa da una strana luce, che non era comune in inverno. Mi drizzai sulle zampe posteriori per affacciarmi alla finestra e curiosare e rimasi sbalordita: tutta la città doveva aver deciso di fare il bucato! Dappertutto erano stese lenzuola bianche, non c’era più neppure lo spazio per una mosca! Alcuni temerari avevano il coraggio di camminarci sopra lasciandovi orme scure. Mi aspettavo da un momento all’altro che qualche massaia infuriata sbucasse dal portone e li inseguisse con il mattarello. Il padrone prese il guinzaglio e mi precipitai scodinzolando alla porta. Mi infilò il cappottino blu; non riuscivo a trovare i buchi per le zampe e mi ritrovai legata come un salame, a mo’ di verme. L’uomo mi sistemò accuratamente l’indumento, che aveva un collo bianco piuttosto ampio, quasi “elisabettiano”: mi mancava solo una bombetta ed un grosso sigaro in bocca e sarei stata un perfetto Lord Inglese! Scendemmo le scale e mi trovai… nel bel mezzo del bucato! Siccome, come più volte vi ho ripetuto, sono educata, mi ritrassi, ma Giulio mi trascinò sotto il consueto albero. Le mie zampe affondavano stranamente in quelle lenzuola che dovevano essere state lavate ad una temperatura sbagliata, perché il freddo mi saliva progressivamente verso l’alto impadronendosi di tutto il mio corpo. Sentivo i cuscinetti dei piedi bagnati e quasi scivolavo. Guardando verso l’alto dei rami, mi stupii accorgendomi che tracce di piccoli indumenti bianchi erano impigliate anche lassù. Vidi inoltre tante farfalline bianche, forse morte dal freddo, scendere dolcemente fino a posarsi sulle lenzuola ed anche sul mio cappottino, dove si trasformavano in piccole gocce d’acqua. Saltai indietro, in preda alla paura. Giulio mi disse: “Sciocchina! È neve! Semplicemente neve! Devi sapere che…” “Io non voglio sapere nulla”, avrei voluto dire, “ho freddo ai piedi e voglio tornare a casa!”.

(Rif. Pagina 45)

Recensioni

76 Commenti presenti. Media voto 5/5

Palmarosa Leardini 31/08/2014

E` stata una emozione leggere questa bella storia familiare ricca di aneddoti e piena di sentimenti!!! La cosa straordinaria è stata incontrare l`autrice in un momento per me un po` doloroso, la malattia del mio babbo. Grazie!

Voto: 5/5