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FRAMMENTI DI OTTOCENTO

ANGELO PORCARO

Il Romanticismo, che aveva caratterizzato la vita e la cultura italiana nel primo Ottocento, comincia ad entrare in crisi nella seconda metà del secolo quando, in Italia, le generose illusioni che avevano nutrito i nostri patrioti e avevano trovato consenso in molti strati della popolazione, s’infrangono di fronte al fallimento delle istanze di rinnovamento politico e anche sociale. La via culturale italiana aveva risentito moltissimo delle vicende risorgimentali per cui da noi Romanticismo si era identificato ben presto con il Risorgimento che significava non solo amore, ma patria, diritti, indipendenza e libertà . Ma gli ideali che avevano animato i patrioti si erano man mano affievoliti di fronte ad una realtà che non rispondeva a quelli che erano stati i sogni di un’intera generazione. Si avverte che non c’è più corrispondenza tra i valori di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza che avevano ispirato l’affermarsi della borghesia ottocentesca e che la nuova società era divenuta banale terreno d’incontro di interessi economici e politici, di sogni non realizzati che ormai a mala pena si nascondevano dietro il mito di un Risorgimento di maniera. La raggiunta unità, dovuta soprattutto all’abilità diplomatica di Cavour, non aveva portato, infatti, ad un sostanziale rinnovamento nel paese e dei suoi ceti dirigenti. L’Italia nel 1861 si presenta pertanto come uno stato conservatore, governato da un re piemontese, che, del vecchio stato sabaudo, mantiene il codice di leggi, il più retrivo d’ Italia, oltre ad una burocrazia che non risolve, anzi spesso aggrava i vari problemi sorti dall’unificazione di realtà sociali diverse, mentre non vengono affrontate con sufficiente determinazione, le riforme per dare al paese una politica moderna e aperta al progresso. Con l’avvento della sinistra al potere le cose cambieranno di poco: la base elettorale esigua, il ricambio politico ridotto al minimo provocano l’appiattimento della vita parlamentare che lascia irrisolti vecchi problemi legati allo sviluppo democratico, con l’eccezione importante della legge Coppino sull’istruzione elementare obbligatoria. Il fenomeno più eclatante di questo scorcio di secolo è che proprio negli ultimi decenni anche l’Italia, sia pure in ritardo rispetto all’Europa, dove sull’orizzonte si affacciava sempre più minacciosa la Germania di Bismarck col peso della sua crescente potenza industriale, si avvia verso una sia pur timida forma di industrializzazione. Tale sviluppo in Europa ha grandi ripercussioni nel campo economico e porta alla ribalta la questione sociale generata, insieme alla speranza di un futuro migliore, dal fenomeno dell’abbandono della campagna e dell’inurbamento nelle grandi città, di una massa di persone che si trova a vivere con tutta una serie di complicazioni sociali e anche politiche, in condizioni difficili, spesso ai limiti della sopportazione, legate al disadattamento, alla promiscuità, alle condizioni igieniche carenti, ai pesanti ritmi di lavoro. Ed è in questa situazione che entrano nel lessico comune parole nuove come proletariato, socialismo, progresso. Perché è proprio la parola progresso che sembra la chiave che avrebbe dovuto aprire la via alla modernità e al benessere economico. 2 Di conseguenza, l’attenzione della cultura si sposta da un mondo nutrito di sogni e di ideali per concentrarsi sul reale, sul quotidiano, sul concreto, favorita dalle grandi scoperte in campo scientifico e alle loro applicazioni sul piano tecnologico. Ci troviamo nel momento in cui, mentre l’esperienza romantica, sembra essere ormai definitivamente esaurita, mentre si assiste allo sviluppo delle ferrovie, alla realizzazione dei grandi trafori, al varo delle grandi navi a vapore, alle nuove applicazioni nel campo della medicina, si sposta l’attenzione sulla realtà concreta, il cosiddetto Vero, mentre si diffonde la filosofia positivistica che nasce dalla fiducia incondizionata nella Scienza che sembra indicare alle nuove generazioni la via per un futuro

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 294
Categoria: Saggi
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-971-3

Biografia

foto autore ANGELO PORCARO
Angelo Porcaro è nato a Napoli il 16/06/1965. Si è laureato in Lettere il 16/12/1988 presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Ha conseguito la laurea in Filosofia il 28/03/1996, sempre presso lo stesso Ateneo. E’ docente con contratto a tempo indeterminato per l’insegnamento di Materie Letterarie e Latino presso il Liceo scientifico socio-psico-pedagogico “COLOMBO” di Marigliano (NA). Svolge attività di ricerca, occupandosi prevalentemente della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. Ha pubblicato testi su Francesco Dall’Ongaro, sulla letteratura popolare in Italia nell’Ottocento, su Eduardo De Filippo, sulla letteratura italiana e il suo pubblico nella storia, sulla storia della letteratura italiana del Novecento.

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