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EXHAUSTED

roberto perusi

Temossi, settembre di non so più quale giorno, ma non ha alcuna importanza tanto le giornate si assomigliano un po’ tutte: È solo una questione di tempo e spazio che diventano un’unica cosa. Lo spazio, il vuoto è (in)finito anche su questo meraviglioso pianeta sul quale sto transitando col mio essere in sembianze umane, alla guisa di un astronauta che si muove tra galassie sconfinate. È ora di andare e visitare altre realtà, altri luoghi dove le manifestazioni sono di tutt’alta natura, magari eteree, vaporose più o meno dense a seconda che sono esseri o pianeti. Li non c’è infelicità ma piena gioia e amore ovunque. Lo si può toccare, inalare, annusare tanto questo sentimento, qui manifesto, è ovunque, appartiene a tutte le cose al punto che le parole sono semplicemente inutili, basta il pensiero: siamo alla presenza di esseri molto evoluti. Sono un insegnante di HataYoga e SwaraYoga illuso, deluso e avvilito. Ho fatto il Graphic Designer per 30 anni e nel frattempo ho sempre dedicato del tempo alla mia prima passione: dipingere. Sognatore perché cercavo una vita circondato da entità meno avide, più evolute (meno fare più essere); Amareggiato perchè non vorrei lasciare il pianeta sul quale transito senza avere capito l’utilità di questo passaggio, so solo che avrei dovuto dedicarmi, sin dal mio arrivo, non al corpo fisico ma ad altre realtà più sottili; Sconfortato perché mi sono reso conto che gli abitanti del pianeta sono sempre più avidi quasi che la terra che li ospita non gli ineressi. Punto. Sul pianeta Terrà ho avuto un percorso molto travagliato, barcamenandomi tra esseri che trovavo sul mio divenire. Percorso che ho suddiviso in 3 periodi: Un’infanzia spensierata nei luoghi che mi hanno visto arrivare in questo mondo; L’approdo nella grande metropoli e il manifestarsi di una figlia che ho contribuito a far arrivare; L’incontro, lungo il cammino, del vero amore e la sua terribile e sofferta dipartita. E in tutto questo tempo sofferenza, dolore e morte di persone a me care. Ora sono più solo che mai, isolato in questa terra abbandonata da Dio e dagli uomini, che mi ha letteralmente divorato la piccola famiglia che col tempo avevo costruito e, con essa, l’anima. Lo yoga mi ha tenuto ancorato alla realtà esistenziale per diversi anni e sono grato a questa disciplina e a tutti i maestri che me l’hanno trasmessa e per questo ho inserito nel manoscritto numerose lezioni inedite di yoga e respirazione, nella speranza che possano essere utili come lo sono state per me. Ormai non c’è più tempo, l’astronave ha acceso i motori, devo andare.

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 208
Categoria: Storia e Biografie
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-990-4

Biografia

foto autore roberto perusi

Le sue opere pubblicate:

Stralci

1 Stralci

Solitudine

C`è una solitudine che non è semplicemente l`assenza di persone. È una sensazione più profonda, un`ombra che ti cammina a fianco anche in mezzo a una folla festante. Un demone silenzioso che, a volte, impari a conoscere fin da bambino. È il sentirsi straniero pur essendo a casa. È parlare una lingua che il cuore conosce, ma che gli altri non sembrano comprendere. È quel desiderio profondo di aggregazione, di appartenere, che si scontra con la percezione costante di essere un pezzo fuori posto. Per una vita ho provato a combatterla. Ho creduto che fosse una condanna da cui fuggire. Ho cercato di riempire quel silenzio interiore con il rumore del mondo, con le presenze, con le distrazioni, pensando che correndo più veloce l`avrei lasciata indietro. Ma non si può sfuggire a una parte di sé. Poi, un giorno, esausto dalla fuga, ho smesso di correre. Ho smesso di vederla come un nemico da sconfiggere. Mi sono seduto accanto a lei e ho iniziato ad ascoltare cosa aveva da dirmi. E ho capito. Quella solitudine non era una punizione. Era lo spazio sacro in cui potevo finalmente incontrarmi, senza filtri, senza maschere. Era la maestra severa che mi costringeva a guardarmi dentro, a trovare la mia forza non fuori, ma nel mio centro più intimo. Accettarla non ha significato sconfiggerla, ma integrarla. Trasformare il suo peso in profondità. A volte, le nostre ferite più profonde e le nostre battaglie più dure non sono lì per distruggerci, ma per mostrarci la strada verso la nostra essenza più autentica. È nel buio che si impara a riconoscere la luce. È un percorso che fa male, ma che alla fine ti restituisce a te stesso. Questo è un pezzo della mia storia. La tua qual è? Hai mai trasformato un "demone" in un maestro?

(Rif. Pagina 77)

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