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Erba Alta

Gianluca Gemelli

Perché in un campo desolato dall'erba fitta e alta compaiono dal nulla strani oggetti? Qual è il segreto del vecchio palazzo che ospita la "Comunità Il Sorriso"? E chi si nasconde nel cimitero abbandonato? Ci sono abbastanza misteri quest'estate a Basigliano per movimentare le pigre vacanze di Giampa e dei suoi amici, trasformandole in una vera avventura. Ma servirà loro un bel po' di coraggio e di fortuna per districarsi tra zombi, fantasmi e criminali.

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 151
Categoria: Narrativa
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-309-4

Biografia

foto autore GIANLUCA GEMELLI
Gianluca Gemelli insegna matematica al liceo scientifico. Da qualche anno, oltre che correggere i compiti in classe, scrive romanzi e racconti. Erba Alta è il suo omaggio, moderno e personale, ai gialli per ragazzi degli anni '60 e '70. Un romanzo adatto ai giovani lettori... ma anche ai meno giovani che ancora si ricordano di essere stati ragazzi! gianlucagemelli.blogspot.it

Stralci

6 Stralci

I compiti delle vacanze

Ufficialmente Giampa il primo pomeriggio lo passava a fare i compiti delle vacanze. In realtà da una buona parte dei compiti si era autoesentato. Tanto i prof non li controllano mai... o almeno era quel che sperava. Così la maggior parte del tempo se ne stava tranquillamente sdraiato a leggere i vecchi gialli presi dallo scaffale in alto. Lo zio Lino ai tempi della scuola doveva aver avuto una vera passione per i libri gialli. Giampa dormiva in quella che era stata la sua camera, e i libri erano rimasti lassù: bastava salire in piedi sul letto e allungarsi in punta di piedi per prenderli. Ce n’erano tantissimi, di quelli che si vendevano in edicola negli anni sessanta e settanta, tutti impilati alla rinfusa. Giampa cercava di interessare i suoi amici ai libri che leggeva, raccontandone le trame con entusiasmo, ma solo Andrea talvolta mostrava un certo interesse. A Giampa, come a suo tempo a Zio Lino, piacevano molto i gialli: trovava che descrivevano un mondo, purtroppo inesistente, in cui il crimine si poteva combattere con successo usando l’intelligenza e la riflessione. Gli sarebbe piaciuto essere un investigatore di quel mondo lì, magari un giovane investigatore, come i protagonisti dei gialli per ragazzi. Invece era un ragazzino di questo mondo qui, dove riflettere e fantasticare dalla mattina alla sera non serve proprio a niente.

(Rif. Pagina 4)

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