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Di che colore è il cielo...

Giuseppina prencipe

La storia è ambientata in un ipotetico futuro,dopo le catastrofi che nei secoli hanno inesorabilmente colpito la Terra.Il linguaggio è spesso attuale,trattando argomenti all`ordine del giorno:carenza di risorse,riciclo dei rifiuti,guerra di potere e controllo.Il pessimismo è combattuto con la volontà di cambiamento, un`irrefrenabile pulsione tipica della nostra specie.La legge fisica di Newton enuncia "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria",l`uomo sembra agire ignorando di proposito gli avvertimenti.Sfidare le leggi naturali è la vera ed unica peculiarità dell`uomo moderno,con l`arroganza di un dio,sicuro che a tutto c`è rimedio.L`intelligenza non ha reso l`uomo più evoluto,ma lo ha fornito di capacità per affrontare crisi che lui stesso,il più delle volte,ha contribuito a generare.

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 75
Categoria: Fantascienza e Fantasy
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6223-646-1

Biografia

foto autore Giuseppina prencipe
Giuseppina Prencipe nasce a Pozzuoli (Napoli) il 01/03/1969, da una famiglia operaia e tradizionalista.
All'età di otto anni ha già letto testi di psicanalisi e psicologia dell'età evolutiva, in risultato ad un'incessante attività onirica.Trascorre l'adolescenza in compagnia dei libri, gli unici in grado di fornirle informazioni e risposte su interrogativi sempre più incalzanti.
Termina gli studi brillantemente, diplomandosi in Grafica Pubblicitaria, tuttavia continua il percorso personale di conoscenza approfondendo studi e ricerche su temi a lei interessati. Lascia la casa paterna per inconciliabili modi di pensare, incontrando per la prima volta una realtà a lei sconosciuta. Catapultata bruscamente nella vita reale, affronta il mondo del lavoro con fiducia, decisa a non tornare indietro.
Dotata di un grande spirito d'adattamento, fa frutto d'ogni esperienza lavorativa, senza mai perdere di vista i suoi obiettivi.
L'incontro con il compagno della sua vita, le permette di vivere quello che fino a quel momento aveva vissuto empaticamente solo attraverso i libri.
Condividono entrambi la passione per l'arte e per il mare; trascorrono quattro anni in giro su di una barca a vela, alla ricerca di reperti legati alla storia del lavoro dell'uomo sul mare.
Nulla è dato per certo ed ha ricevuto dal mare gli insegnamenti più veri.
Sembrano parole scontate, eppure il vivere giorno per giorno come fosse l'ultimo le fa dare il giusto valore alle cose. I sensi, in perenne allerta, divengono abili a prevenire ed interpretare i segnali della Natura.
A poco servono però in un'esistenza civilizzata, dove i rischi sono altri e meglio celati.
La mole di reperti spinge i due viaggiatori ad imbarcarsi in una nuova avventura.
Diversi anni dopo, con tenacia, realizzano il Museo Etnologico Marinaro, in Procida, per la conservazione della memoria della vita sul mare.
Delusa dai troppi interessi politici, dagli ambigui risvolti economici, abbandona dopo qualche tempo, ogni incarico.
La convinzione che la vita sia la metafora di un lungo viaggio, la fa vivere in perenne ricerca di risposte. Il trasferimento in una ridente località rurale è tappa obbligata. Il suo rapporto con la natura è più equilibrato di quello con la città.
Qui vive attualmente, insieme al compagno, dove cresce le due figlie e coltiva le sue passioni. L'approccio con la scrittura non è cosa recente, ma i racconti trovano ora spazio in una vita molto animata.
Il processo creativo, a suo parere, deve raggiungere il risultato di uno scritto stimolante non solo a scopo ricreativo, ma soprattutto di riflessione.
La scrittura educa il linguaggio e la mente, sulle prime di che scrive, in una continua evoluzione.
I temi da lei trattati sono attinenti alle problematiche del nostro tempo, tuttavia per non incorrere in patetiche descrizioni della realtà, trasferisce il tutto nel futuro, dimensione per lei ideale per esporre ipotesi probabili in tutta libertà.
Ha scritto diversi racconti, tutt'oggi inediti.
Il divertimento, unito al piacere fisico nel costruire trame non vuol essere un atto di presunzione nei confronti di chi ha già espresso concetti puri ed elevati.
Buona lettura!

Le sue opere pubblicate:

Stralci

1 Stralci

La scoperta

L’esaurimento delle risorse terrestri fu una delle cause che scatenarono le guerre responsabili della decimazione del genere umano. La desertificazione globale aveva reso il pianeta blu un luogo invivibile e inospitale. L’uomo si ritrovò ad abitare un mondo ormai sterile: le malattie endemiche, il prosciugamento delle sorgenti acquifere, il mare ridotto in pozze velenifere, decretarono la fine delle specie animali e vegetali. Le popolazioni residue decisero di collaborare per scongiurare l’estinzione dell’umanità. Con gli ultimi sforzi si costruirono piattaforme - laboratorio nell’orbita terrestre, dove riprodurre l’ambiente vegetale. L’assenza di aggressioni ambientali e fisiologiche permise uno sviluppo delle specie come non mai. Le piattaforme spaziali divennero ben presto il polmone verde della Terra e fonte di materia prima e di energia per i terrestri. Nascite programmate e selezionate mantennero immutato il numero degli abitanti, proporzionalmente alla produzione, limitando i consumi e le necessità. Liam sognava di toccar con mano ciò che aveva solo visto, esaminando i dati memorizzati nell’archivio dell’Accademia: alberi, fiori, con una vasta gamma di forma e colore. Si sentiva un naturalista senza alcuna possibilità di esserlo. Stavolta era in guai seri! Aveva “pensato” di leggere una comunicazione urgente. Taro lo raggiunse e lo condusse nell’area di detenzione – Cosa ho fatto, maledizione! Dimmi il motivo per cui mi trovo qui ! – Liam era furioso ma anche molto spaventato.

(Rif. Pagina 4)

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