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Il Califfo di Qasbat-Al-Noor

Elena Scialtiel

Un neonato sotto un cavolo. Un duplice assassinio. Due principi.
Tre poliziotti. Quattro religioni.
Questo romanzo ha tutti i numeri per stupirvi e appassionarvi.
Kay Xiarras, giovane ispettrice della polizia di Rocky Cape, riceve una telefonata inaspettata: è stato trovato un bel maschietto in una cesta di vimini, con il messaggio: "La mia mamma e il mio papà non possono tenermi, ma torneranno presto a prendermi, perché sono destinato a grandi imprese. Crescetemi musulmano, Insciallah".
Il mistero s'infittisce quando vengono assassinati i coniugi cui è affidato il bambino, del quale si perdono le tracce. Sotto scorta dei suoi fidati agenti e amici Padma e Zac, l'intraprendente e ironica Kay indossa un caffetano e parte per la sua missione under cover come "mogliettina" del fascinoso Akbar di Tetuan. Sarà così trascinata in un'avventura inebriante nel cuore fiabesco del Rif berbero, dove la verità si moltiplica come un'eco tra le vette innevate.


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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 112
Categoria: Narrativa
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-193-9

Biografia

foto autore Elena Scialtiel
Laureata in Lettere Classiche all'Università Statale di Milano, ed esperta di linguistica, antropologia culturale, arte e musica pop, Elena Scialtiel vive e lavora a Gibilterra dal 1997. Dopo una breve avventura come traduttrice nel mondo delle scommesse sportive on-line, nel 2002 ha intrapreso la carriera giornalistica presso il secondo quotidiano nazionale in lingua inglese, Panorama Daily, occupandosi di moda, cultura, società e politica, soprattutto durante i mesi caldi delle trattative per la sovranità congiunta anglo-spagnola. Dal 2005 collabora come freelance ad alcuni mensili patinati di Gibilterra e della Costa del Sol, ed ha intervistato artisti del calibro di Marillion e Tico Torres. Nel 2006 è stata runner-up al premio Ed Lacy Award per un articolo pubblicato su MedLife, la rivista trimestrale distribuita sui voli British Airways di rotta sul Mediterraneo. Nel novembre 2009 ha pubblicato negli Stati Uniti il suo primo romanzo in inglese, 'Amandine'. Un anno dopo è uscito 'Absinthe', la cui traduzione italiana 'Assenzio' è disponibile presso questa casa editrice. In quella raccolta di racconti è contenuta la prima avventura della giovane ispettrice Kay Xiarras di Rocky Cape e della sua squadra omicidi multietnica, prima di una fortunata serie di romanzi che include il vincitore del concorso Da Self a LED 2011, 'Il Califfo di Qasbat-Al-Noor' ambientato nelle montagne del Rif, 'Miss Mediterraneo', 'Il Filo di Sutura', e infine 'Nepenthes' pubblicato in lingua inglese a Gibilterra a cura del Ministero per la Cultura, Gioventù e Sport. Elena è anche una pittrice, pioniera della tecnica dello smalto per unghie su melanina. Ha tenuto due personali a Gibilterra, "From Day One" nel dicembre 2006 e "Love Triangles" nel marzo 2010.

Stralci

3 Stralci

L`incontro con Akbar

Entrai nell’ufficio del Commissario, che m’aveva fatta chiamare d’urgenza. Vi trovai un uomo alto e atletico. In piedi, incorniciato dalla finestra. Controluce, ne vedevo solo la silhouette arrotondata del giaccone raglan, le orecchie a sventola e la testa pelata che brillava al pallido sole invernale. «Entra, ispettore capo Xiarras» mi invitò il Commissario. «Ti presento Akbar Nusair Al-Nouri, tuo omologo della polizia di Tetuan ». L’uomo si staccò dal vetro e mi si avvicinò per stringermi la mano. Poi, si sfiorò il petto con le dita, un gesto di cortesia tipico del Maghreb. La luce del neon ne rivelò i lineamenti dorati: sulla quarantina, occhi grandi, severamente incoronati da folte sopracciglia nere, naso affilato, bocca carnosa, e barba che, sebbene rasata di fresco, faceva capolino dai pori disegnandogli un’ombra scura sulla mascella quadrata. «Piacere di conoscerla, signor... Nusair? Al-Nouri?» Il Commissario rise: «Chiamalo pure Akbar. Infatti da domani sarà tuo marito finché prenderete l’omicida e il rapitore». Mi accasciai sulla sedia. Non sapevo come reagire davanti allo straniero che mi guardava con un sorriso gentile e intelligente. Pensai di risolverla con una battuta di spirito un po’ razzista: «Dipende da quanti cammelli mi offre per la mia mano, signor Akbar». Lui rise di cuore e rispose in spagnolo impeccabile: «Ispettore, non usiamo più i cammelli in polizia. Sono troppo costosi. Ci spostiamo in bici o in auto». «Un’automobile potrebbe andarmi bene.»

(Rif. Pagina 10)

Recensioni

11 Commenti presenti. Media voto 5/5

Alisee Calient 19/04/2016

Letto tutto in una serata: la milleduesima notte!

Voto: 5/5