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Ancora paura della fine del mondo?

Acreàstro Ennannellòro

Elaborando la brevissima definizione astronomica dell’Ariete, trovata per caso ne «lo Zingarelli», scopro le ère astronomiche e, con esse, la vera fine del mondo; forse pure l’esistenza di quattro stagioni cardinali, ciò vuol dire che le stagioni sarebbero otto: quattro fisse e quattro nomadi… Trattate in modo chiaro, anche per mezzo di «disegni», le mie ère astronomiche svelano che la vera fine del mondo avviene ogni 2147 anni circa, per cui non potrà mai essere quella che l’uomo paventa e, paradossalmente, invoca fin dal vero Peccato-Errore originale. Nella penultima sezione, intitolata «Ampliando il discorso», si scoprirà tra l’altro la vera storia di Romolo e Remo e che la loro leggenda è una di quelle che sono servite a inquinare la reale storia di Cristo. Sebbene sia retto da un linguaggio giustamente tecnico, ma comprensibile, questo saggio — forse unico nel suo genere — non lascerà indifferenti… Leggere «Ancora paura della fine del mondo?» e poi… vivere! Leggi l'intervista all'autore a pagina 65 http://it.calameo.com/read/0007927649926711155d2?sid=9e812e4382081af1edd604fedb8fcd22


http://www.radiomadeinitaly.it/notizie/?p=5128


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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 216
Categoria: Saggi
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-101-4

Biografia

foto autore Acreàstro Ennannellòro
Acreàstro Ennannellòro nasce in Sicilia, nel Catanese, a Mineo, paese natio del poeta e scrittore Luigi Capuana. All’età di 9 anni emigra in Svizzera, a Friburgo, con la famiglia. Nel 1967 iniza a scrivere in francese, scommettendo con sé stesso di esserne capace, dopo aver visto una trasmissione televisiva in cui giovani leggevano le loro poesie. Prima lo si ritiene infantile, poi troppo difficile. Dopo molti anni passati a non dar piú retta agli altri, l’autore che quindi scrive anche in italiano finisce col convincersi che deve farsi capire. Il suo rapporto con la scrittura è particolare. Gli scritti non si lasciano mettere la parola «fine» sino a quando non bisbiglino di esser complete. Esempio: l’opera «Ancora paura della fine del mondo?» gli ha fatto sudare piú di 7 camicie e affrontare piú di 12 fatiche d’Ercole prima di susssurrare: «Sono pronta». Leggi l'intervista su http://www.vetrinadelleemozioni.com/03/2013/intervista-di-gioia-lomasti-e-alessia-marani-a-acreastro-ennannelloro/

Le sue opere pubblicate:

Stralci

6 Stralci

Confessione

Ogni 2147 anni circa, la primavera si anticipa di un mese e, di conseguenza, ciascuna delle altre tre stagioni. Pertanto confesso che non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello — come si suol dire — che, oltre alle stagioni nomadi, esistessero quelle cardinali. Questo fino al 31 maggio 2011, data in cui mi ha sfiorato, anzi direi travolto il pensiero che, se anche l’inizio delle festività natalizie si anticipasse di un mese a ogni èra astronomica, non si festeggerebbero la fine della notte piú lunga dell’anno e l’inizio di quella piú corta. Però sapevo che l’istante di questa fine e di questo inizio era proprio quello in cui la Terra raggiungeva il Perielio (Est), a mezzanotte fra il 21 e il 22 dicembre; e che tre giorni dopo, il 25, iniziavano le festività natalizie. Cioè sapevo che, da tempi immemorabili, tali feste si svolgevano in onore del natale della notte piú corta dell’anno. Cosí, dopo un lungo ruminare senz’altro inconscio, mi suggerisco d’ipotizzare l’esistenza delle stagioni cardinali. E questo avviene il 31 maggio 2011. Ma si tratta di un’ipotesi o di una scoperta?

(Rif. Pagina 19)

Recensioni

3 Commenti presenti. Media voto 5/5

Pierangiola Maglioli 13/09/2012

Ho divorato il libro di Acreàstro Ennannellòro,un talento di uomo di scienza,nonostante egli non si ritenga tale.Il suo saggio nasce da una scoperta casuale,sfogliando lo Zingarelli:la definizione astronomica dell`Ariete.In uno stile pulito e coraggioso,che varia parametri ritenuti immutabili,l`autore dimostra con abbondanza di ripetizioni ad hoc,per chi fosse sprovveduto come me,quanto il tempo sia «vagabondo».Per una lettura rapida che mi consentisse un`abbuffata di news astronomiche non da poco,ho tenuto come punti fissi lo spostamento dell`est nella zona di destra (come credevo fosse anche per i segni dello zodiaco)e il concetto di stagioni nomadi e stagioni cardinali.Molto interessante e senza dubbio vero,anche perché so che Dio è un`energia e dunque è davvero il motore primo,non si autodistrugge con fini del mondo a sproposito.Inoltre,credo anch`io da sempre che i cambiamenti dell`atmosfera terrestre siano mal valutati sul lungo raggio d`azione.Ma non sapevo quale azione.Con la scoperta di Acreàstro,si chiarisce.È un saggio di astronomia che pare fantasticato e invece diviene subito utilizzabile per togliere confusioni e paure.Bellissimi i disegni, imponente il suo studio,preciso e chiaro, anche se difficile da seguire;mi accontento di aver rapidamente compreso che anticipando di un mese in ogni era il calendario,tutto gira.Avevo letto,proprio da poco,che la stella polare indicante il nord, sarebbe cambiata negli anni a venire e che nel passato era un`altra.Lo avevo registrato senza capire.Ora è chiaro.Concordo totalmente con l`autore per quanto riguarda l`effetto disastroso,mortale,della paura negativa.Un`altro chiarimento è perché allontanandosi dal Sole ci sia l`estate.Riguardo all`omosessualità,nessuno sembra riflettere sul fatto che escano sempre da famiglie eterosessuali,quindi non vedo che paura avere di una coppia gay.Stupendo il passo dell`autore sul permettere a Cristo di servire invece di servirlo o servirsene.E`iconoclasta,bello,geniale.

Voto: 5/5