LUANA TRONCANETTI

Nata a Roma nel 1970 sotto il segno del Cancro - per chi crede nell’Astrologia - segno degli artisti per antonomasia, lavora per anni imprigionata in uffici anonimi dove il massimo dell’estrosità concessale è quella di scegliere se siglare le pratiche con la penna blu oppure con quella nera… Dopo la scelta della scuola sbagliata ( è una ragioniera, ma solo su carta) ed aver sospirato a lungo sugli episodi di “ Fame”, dopo fiumi di lacrime versate per non essere riuscita a frequentare il Liceo Artistico, dopo secoli passati a svolgere professioni castranti per la sua personalità, finalmente il colpo di fortuna che in qualche modo le cambia la vita. La possibilità ora di poter lavorare da casa, con orari flessibili, con un capo meraviglioso - mamma anche lei, che la sostiene in modo fantastico - le fa tirare fuori da un cassetto impolverato il suo antico amore per la scrittura. Scrive “Le mamme non mettono mai i tacchi” fra una passata di straccio per terra e l’invio di una mail, alle sei del mattino quando il suo piccolo ancora dorme, nei ritagli di tempo faticosamente conquistati fra i suoi mille doveri di madre lavoratrice. “Mi hanno inclonato il telefono” è una sorta di diario scherzoso che per caso è diventato un piccolo libro, memoria di un'esperienza lavorativa svolta senza particolare soddisfazione ma dalla quale, grazie alla sua vena ironica, è riuscita a ricavare qualcosa di pseudoartistico. A novembre del 2007 un suo racconto breve “Il primo amore” è considerato fra i migliori pervenuti alla giuria del concorso Atac per scrittori emergenti e quindi pubblicato nel libro "Parole in Corsa V". Da questa piccola, grande soddisfazione, nasce l’idea per una nuova “fatica”: una raccolta di racconti brevi che sarà presto pubblicata, naturalmente grazie a Boopen. La sua scrittrice preferita è Isabelle Allende, i suoi hobby, oltre allo scrivere, sono la pittura, le piccole sculture di pasta al sale, le buone letture, il teatro, il ballo e il parlare senza possibilità alcuna di interruzione. I suoi amici piu’cari sono entusiasti del fatto che abbia ricominciato a scrivere. Leggere imprigionato su carta il fiume di parole con cui, da decenni, li inonda impetuosamente, sarà per loro decisamente piu’ piacevole del morire affogati dalle sue chiacchiere… Ma non è detto che questo riesca a salvarli dalla sua loquacità! Si dice che soltanto alla Morte non c’è rimedio, ma riferita a lei questa frase assume un significato nuovo e del tutto incerto...

Le sue opere pubblicate su Boopen:

LE MAMME NON METTONO MAI I TACCHI »

MI HANNO INCLONATO IL TELEFONO »