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Libro Bianco & Nero
Formato 14,8 x 21 (A5)
Copertina Morbida
Pagine 183
Editore Boopen
Lingua Italiana
ISBN 978-88-6223-128-2
a mezz`aria
di  Carmine Aceto
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Un intricato reticolo di esistenze, un percorso ondivago nel tempo e nello spazio, un racconto dove s'intrecciano poesia e suggestioni empatiche, attraverso la narrazione di vicende apparentemente lontane tra loro. Un fiume in piena di stati d'animo e di personaggi sospesi tra ciò che è già accaduto e ciò che accadrà. Ogni diversa storia si genera e trae nuovi spunti dalle altre storie che la circondano, in modo tale da fare di tutte un corpo unico. Dalla storia di un ragazzo e una ragazza sconosciuti e senza nome ritrovati in fin di vita in un prato, a quella del chirurgo che dovrebbe provare a salvarli, passando per delle lettere senza firma provenienti da un passato ormai remoto ricco di tragedie, come la battaglia di Verdun della prima guerra mondiale e i viaggi dei mercanti di schiavi che attraversavano l'Oceano Atlantico, tutto diventa possibile e difficile da giudicare. Com'è difficile giudicare la vita di chi si conosce solo per sentito dire, solo da uno scatto fotografico magari. Ed ecco l'ansia dell'uomo che prova a fermare l'anima con un flash, quella del padre che cerca di arrivare in tempo al capezzale del figlio in coma dopo anni di lontananza, e quella di chi ha commesso errori che sono costati la vita a chi amava oltre che a sé stesso. Da tutto questo, o forse sarebbe meglio dire in tutto questo via vai di esistenze, s'insinua il dubbio che la verità sia sempre qualcosa di diverso da quello che cerchiamo e non è detto che sia sempre umana e comprensibile. Forse, nei migliori dei casi, resta come sospesa tra la terra e il cielo, a mezz'aria.
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EDITORIALE

Polifonia del dubbio
Un romanzo magmatico, un'eruzione impetuosa di brandelli esistenziali, una scrittura densissima: questo è A mezz'aria. In una narrazione polifonica senza centro, si aggrovigliano residui e combinazioni di storie umane per un'immersione radicale in una realtà dove il dubbio fissa l'orizzonte di ogni esperienza, agitando rovinosamente i contatti con le cose, con l'alterità, con sé stessi. Ciascuna vita moltiplica la piena del dolore, a rivelare, senza remissione, la sospensione di ogni possibilità di comprensione e giudizio sulla verità del vivere, o del morire.

Filo rosso dei tanti frammenti di storie è la verità. Come la definirebbe?
La verità è un dubbio, ma non vuol dire banalmente che non esista. Va svelata partendo dalle proprie insicurezze e non dando niente per scontato. Coltivare i dubbi, se non diventa una sterile filosofia di vita, è linfa vitale per indagare in sé stessi e provare a comprendere le ragioni degli altri, perché il mondo è pieno di altri.

Nel racconto squarci di esistenze dislocate nel tempo e nello spazio si connettono. Dovendo scegliere una sola vita per spiegare il senso di A mezz'aria, quale proporrebbe?
Probabilmente quella di Arif. Un uomo che capita nella storia degli altri senza saperlo e senza volerlo. In un modo insolito e incomprensibile, si ritrova nella sua debolezza a diventare un pellegrino fuori dal tempo e dallo spazio.

Nessuno chiede ad un altro di essere un narratore, ma chi scrive si infila da solo in una storia. La scrittura di un romanzo quanto condiziona la vita?
Nel rapporto di dare e avere tra chi scrive e ciò che si scrive è difficile stabilire una linea di demarcazione invalicabile e precisa. Il travaso dalla vita alla scrittura e viceversa, se l'idea di ciò che si racconta e del modo che si è scelto per farlo è coerente con la propria visione dell'esistenza umana, procede con naturalezza, ma non di certo in maniera indolore.